Cristiano Ronaldo alla Juventus, cosa fare al Fantacalcio?

Cristiano Ronaldo alla Juventus

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La Serie A torna regina.

E’ tutto vero: Cristiano Ronaldo alla Juventus è ufficiale! Un acquisto di prestigio assoluto che potrebbe segnare l’inizio di una nuova età dell’oro del nostro calcio, scatenando un “effetto domino” con altri arrivi di lusso. Un percorso di sofferenza, nostalgia e privazioni, giunto finalmente al suo epilogo.

Perché c’era un tempo, non così remoto, in cui la Serie A la faceva da padrona negli scenari del calciomercato mondiale. Tutti volevano approdare in Italia per giocarsela al fianco di campioni indiscussi del calibro di Batistuta, Ronaldo, Del Piero, Shevchenko, Totti. E tanti altri che hanno fatto la storia del nostro massimo campionato.

Ma nel 2006 arriva Calciopoli che si abbatte come un uragano sul nostro campionato. Tutto è compromesso: credibilità, progetti e bilanci societari. A pagare il prezzo più alto fu la Juventus, relegata in B. Il grande mondiale italiano in Germania e i trionfi europei delle milanesi nel 2007 e nel 2010 (il triplete nerazzurro targato Mourinho) si rivelarono solo bagliori in un buio sempre più nero.

Negli anni seguenti, tra crisi economica e fair play finanziario (introdotto dalla UEFA nel 2009), la Serie A perse soldi e appeal, riducendosi a “discount” per i campionati europei più ricchi (e per certi versi, meno “controllati”). Un trend che portò via tanti pezzi pregiati: Cavani, Ibrahimovic, Sanchez e Kakà su tutti.

L’incredibile arrivo alla Juventus di quello che, ad oggi, è considerato il più forte giocatore del mondo, rappresenta un’importante rivincita. E’ la prova che le “grandi” d’Italia, come la Juventus, sono ora in grado di opporsi all’egemonia dell’impero madrileno di Perez e agli investimenti faraonici degli sceicchi d’Oriente.

Un traguardo che va ben oltre le rivalità calcistiche del nostro paese e che restituisce alla Serie A il suo scettro legittimo. Per almeno una stagione, la Serie A torna regina.

Cristiano Ronaldo e i suoi numeri.

L’ultimo pallone d’oro a calcare i prati di Serie A fu un certo Ricardo Kakà, ceduto poi dal Milan ai blancos. A dieci anni di distanza da quel doloroso distacco, di palloni d’oro in Italia ne arrivano ben cinque e proprio dal Real. Cristiano Ronaldo, inutile ribadirlo, è il colpo del 2000 firmato Juventus. Il colpo dell’assalto definitivo alla Champions.

Carletto Ancelotti (vincitore col Real della Décima) diceva di lui: “il suo livello è di un altro mondo, segna con una facilità incredibile ed è difficile trovare le parole per definirlo”. Come dargli torto, bastano le cifre in carriera per esprimere lo spessore dell’asso portoghese. 571 gol in 758 presenze tra campionati e coppe nazionali/internazionali: 0,75 reti a partita, più di 35 a stagione se partiamo dall’esordio nello Sporting Lisbona nel 2002. 44 gol in 44 presenze per lui nell’ultima stagione (Mondiali inclusi), di cui 15 in Champions League. Numeri monstre che raccontano la storia di un calciatore monstre.

La Serie A si appresta dunque a impattarsi con il calciatore più vincente della storia del calcio moderno. Sono 27 i trofei in carriera, tra cui 5 Champions League in 10 anni (la prima col Manchester United nel 2008). Solo il Milan ne vanta due in più, ma in ben 45 anni.

Cristiano Ronaldo e i dubbi da sfatare.

Eppure gli appassionati si chiedono quanto Ronaldo, considerato non più di primo pelo (33 anni), potrà essere decisivo in bianconero, assodata la coriaceità delle difese italiane alle quali non sarebbe abituato.

Sfatiamo fin da subito il tabù “età”. Vero, di solito a 33 anni un calciatore medio ha iniziato da tempo la parabola discendente della carriera, sia per il calo graduale (e naturale) delle capacità fisiche, sia per il conseguente aumento del rischio infortuni. Questo succede al calciatore “medio” appunto. Non certo a Cristiano Ronaldo: fisico statuario, velocità esplosiva e resistenza da decatleta. Vi basti (ri)guardare la sua pazzesca rovesciata contro la Juventus per rendervi conto che di “vecchio” non abbia niente, se non l’abitudine a segnare.

Per quanto riguarda la solita litania sulla presunta solidità difensiva delle squadre italiane, anche in questo caso occorre aggiustare il tiro e “svecchiare” falsi miti. Il tanto odiato “catenaccio all’italiana” non ci contraddistingue più (e da anni) rispetto ai maggiori campionati europei, ritenuti più offensivi. Le statistiche sono chiare: in Italia si segna e tanto. Dal 2012 a oggi, la media gol a partita supera il 2.5, eguagliando quella europea. Nell’ultima stagione, la Serie A ha registrato lo stesso numero di gol della Premier (1017) e appena 16 in meno rispetto alla Liga (1033).

E’ evidente che in Italia si sia sviluppata una definita propensione verso l’attacco che favorisce corsa e spettacolo. Due cosine su cui Ronaldo vorrebbe dire la sua.

L’unico “limite” di CR7, se lo consideriamo tale, potrebbe essere la mentalità di Allegri: concretezza e risultato prima di ogni altra cosa. Di solito i bianconeri non spingono più di tanto con i 3 punti già in tasca, limitandosi ad amministrare il vantaggio e centellinando energie per gli impegni successivi. Ciò non toglie che ci possa essere sempre (o quasi) il suo zampino nel tabellino marcatori. La soglia dei 30 gol in campionato è ampiamente alla sua portata.

Il discorso turnover, nonostante sia favorito dall’abbondanza che la Juventus offre in attacco, potrebbe non coinvolgerlo più di tanto, soprattutto se dovesse partire Higuain (destinazione Chelsea).

Cristiano Ronaldo alla Juventus e il fantacalcio.

Poter urlare “Ronaldo è mio!” è il sogno di qualunque fantallenatore che per anni ha pazientemente atteso il campione dei campioni, un qualcosa che travalica la ragione e raggiunge il romanticismo più puro. E si sa che “al cuor non si comanda”. Occhio però a non restare con una manciata di penny in mano e mezza squadra ancora da allestire.

Ronaldo è un bonus sicuro a partita, quantomeno sulla carta. Un lusso che tanti fantallenatori pagheranno carissimo in sede d’asta e che (s)travolgerà le successive strategie di mercato. Il problema non sarà tanto acquistarlo, quanto accostarlo a una rosa comunque competitiva per non caricare la stagione solo sulle sue spalle. Noi di CF vi consiglieremo come sempre il meglio, con e senza CR 7 in rosa. Analizziamo allora i due scenari, A e B.

A) Con Ronaldo.

Abbiamo sicuramente speso tra il 45% e il 55% del budget e siamo ben lontani dal completare la nostra formazione tipo. Impensabile assicurarci altri top players, rimarremmo completamente scoperti. Se giochiamo classic e la nostra lega prevede il bonus “difesa”, optiamo allora per un modulo che preveda 4 difensori puntando terzini alla nostra portata. Se preferiamo la versione mantra meglio scegliere un modulo “economico” come il 3-4-3, senza svenarci ulteriormente per i trequartisti e le “wings” (molto ricercate dai mantristi).

Assicuriamoci poi uno slot sicuro davanti prendendo Mandzukic: il croato è l’unico attaccante cheap della Juventus e ci permetterà di “coprire” Ronaldo in caso di turnover. La sua duttilità ci permetterà di avere sempre un terminale offensivo pesante come alternativa a eventuali assenze del portoghese. Soprattutto se venisse schierato come punta centrale e non più come esterno.

Non spaventiamoci poi se assistiamo impotenti all’appello dei nomi più blasonati, destinati ad altre casate. Restiamo concentrati, pronti ad affondare colpi low cost che potrebbero rivelarsi sorprendenti per il nostro fanta. Studiare, studiare e studiare per scovare i nuovi Luis Alberto, Antenucci e Cristante. Affiancati ai bonus di Ronaldo, possono farci volare alti. Su CF troveremo i profili che faranno al caso nostro.

B) Senza Ronaldo.

CR7 ci è stato appena soffiato dal nostro acerrimo rivale e la delusione brucia come non mai. Ma non disperiamo, possiamo comunque metter su una super squadra. La regola aurea è sempre quella: un top player per reparto e un semi-top a sostegno.

Avremo un concorrente in meno e tanti crediti in più per completare la nostra rosa. Adottiamo allora moduli più spregiudicati e dispendiosi come il 4-3-3 e il 4-4-2 classic o il 3-5-2 in ottica mantra. Potremo infatti permetterci una maggiore flessibilità di spesa, a differenza di chi si sarà svenato per il portoghese. Non avremo il campionissimo per vincere più partite ma, grazie a una rosa equilibrata e all’intuito, possiamo sperare nel triunfo final.

D’altronde, che non basti Cristiano Ronaldo per vincere il mondiale, ce lo ricorda il Portogallo!

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