Come gioca il Parma? Analisi del modulo e degli uomini chiave

Come gioca il Parma

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Come gioca il Parma delle 3 promozioni di fila? Abbiamo analizzato il modulo usato da D’Aversa e gli uomini chiave.

Dopo aver scampato il rischio serie B per il caso Calaiò, il Parma può tornare a concentrarsi unicamente sulla stagione del ritorno in A, raggiunta con lo storico salto dalla D in appena tre anni. A meno di un mese dal via della nuova stagione, il ds Faggiano è ancora molto attivo sul mercato, cercando di regalare a mister D’Aversa gli ultimi innesti per affrontare al meglio la massima categoria.

Una promozione conquistata al fotofinish

Il tecnico originario di Stoccarda è al Parma da poco più di un anno e mezzo, quando è subentrato ad Apolloni in Lega Pro, per trascinare la squadra fino ai play-off. Obiettivo pienamente raggiunto, visto che poi gli emiliani sono riusciti a conquistare la seconda promozione di fila grazie al 2-0 contro l’Alessandria nella finale di Firenze.

D’Aversa viene così confermato in Serie B, ma l’inizio non è dei migliori perché il Parma ottiene 11 punti in 9 giornate. Il gioco stenta a decollare e il tecnico viene messo in discussione, con certe sue scelte di formazione non apprezzate dai tifosi.
L’attacco, guidato da Calaiò, fatica, anche per via del lungo infortunio accusato da Ceravolo, che gli ha fatto saltare praticamente un girone intero. Per fortuna dei crociati, i gol arrivano dai difensori.
Ma la serie B 2017/2018 si dimostra un campionato equilibrato e pieno di sorprese, con una classifica cortissima. Così, tra alti e bassi, il Parma riesce a terminare il girone d’andata in piena zona play-off, al 5° posto, e a sei punti dalla capolista Palermo.

La svolta coincide col mercato invernale, da cui arrivano innesti importanti come Gazzola dal Sassuolo, Vacca dal Foggia, da Cruz dal Novara, e soprattutto, Amato Ciciretti dal Benevento, che va così a ricomporre con Ceravolo la coppia artefice delle promozione sannita.
Nel girone di ritorno solo l’Empoli fa meglio del Parma in termini di punti, con i gialloblu che riescono a ottenere il 2° posto -valido per la promozione diretta in A – all’ultima giornata, quando un Foggia privo di obiettivi, trova un pareggio inaspettato a Frosinone, con i ciociari così scavalcati dai ducali per via dello scontro diretto.

Il miglior attacco è la difesa: il 4-3-3 coperto di D’Aversa

D’Aversa predilige il 4-3-3 che, a dispetto dei numeri, è molto più difensivo di quanto sembri. Non a caso, da quando è seduto sulla panchina gialloblu, il Parma ha subito 54 gol in 63 partite tra Lega Pro (17) e serie B (37), chiudendo il campionato cadetto con la miglior difesa e tenendo per ben 18 giornate la porta inviolata.

È proprio dalla solidità difensiva che il Parma vuole ripartire per affrontare al meglio la serie A. D’Aversa punta su una retroguardia compatta e rocciosa, che ha però bisogno dell’apporto fondamentale dei centrocampisti e anche di quello dei due esterni d’attacco, che in fase di non possesso devono abbassarsi sulla linea di centrocampo in modo da creare densità in mezzo al rettangolo di gioco. Questo, ovviamente, è un lavoro molto dispendioso per gli esterni, ma fondamentale per il gioco di D’Aversa.

Proprio per questo motivo il tecnico di Stoccarda predilige tornanti d’attacco come Di Gaudio, abile sia nell’azione offensiva, sia nel dare una mano in fase difensiva. Non a caso, nella passata stagione, è stato sostituito ben 21 volte sulle 36 presenze totali. Avrà quindi meno compiti di copertura l’altro esterno d’attacco, ovvero Ciceretti: sarà lui ad agire più vicino al suo amico Ceravolo, come avvenuto nel finale di serie B.  

Il Parma di D’Aversa è poco incline al gioco spettacolare e veloce, piuttosto mette in mostra un calcio più cinico, ma comunque efficace. I 57 gol fatti lo scorso anno (solo 9° miglior attacco) ne sono una dimostrazione. Nelle azioni offensive, infatti, la squadra emiliana non attacca mai a pieno regime, preferendo lasciare 4-5 giocatori in copertura e giocando in verticale sulla punta centrale, in modo da non farsi trovare impreparata nel caso di un’eventuale ripartenza avversaria.

Nel campionato di B i ducali hanno sfruttato tantissimo le palle inattive: infatti ben 12 gol sono arrivati dai difensori, con Gagliolo addirittura miglior marcatore della squadra (5 reti) dopo Calaiò e Ceravolo. Proprio l’ex Carpi è stata una delle colonne portanti del Parma e uno di quelli con più minuti in campo. Determinanti anche gli interpreti di centrocampo con i loro inserimenti, dove si sono alternati Dezi, Barillà, Scavone, Munari e Scozzarella, con quest’ultimo in grado di regalare ben 9 assist ai suoi compagni.

Sicuramente non vedremo un Parma spettacolare in serie A, ma la squadra di D’Aversa potrebbe essere una di quelle formazioni molto difficili da scardinare, soprattutto al Tardini.

Come gioca il Parma? I giocatori chiave

Il Parma è ancora un cantiere aperto, e ci aspettiamo qualche altro colpo da parte di Faggiano. Però un’ossatura già c’è, quindi andiamo a vedere quelli che, al momento, sono gli uomini più importanti della squadra gialloblu per la prossima stagione.

È Luigi Sepe il nuovo numero 1 del Parma. Il portiere ex Napoli arriva da tre stagioni, una con la Fiorentina e poi due con il club partenopeo, in cui non ha praticamente mai visto il campo, collezionando una sola presenza in quest’ultima stagione.
Però molti fanta-allenatori se lo ricordano ai tempi dell’Empoli (stagione 2014/2015) quando fece una discreta stagione con una media voto più che sufficiente. Le incognite sulla sua affidabilità sono giustificate, ma in un ambiente tranquillo come Parma, Sepe potrebbe tornare ai livelli di Empoli. Il nostro consiglio è quello di prenderlo soltanto accoppiandolo con un portiere di una big o con altri due portieri di squadre di medio-basso livello, magari con un’alta alternanza casa/trasferta.
La spesa consigliata è quindi di un massimo di 8-10 milioni (su 500).

In difesa il nome su cui puntare è quello di Riccardo Gagliolo che, come detto sopra, è reduce da una grande stagione in B, in cui ha collezionato 37 presenze e 5 reti, inizialmente come difensore centrale, ma poi dirottato sulla fascia sinistra.
Ce lo ricordiamo al debutto in A con il Carpi, nel 2015/2016, stagione in cui ha raccolto 31 presenze e un gol, con una media voto appena sotto la sufficienza. Possiamo considerarlo come una 6°/7° scelta difensiva che potrebbe regalarci anche un paio di gol: per 6-7 crediti (su 500) è una chiamata che si può fare.

La sorpresa di questo Parma potrebbe corrispondere al nome di Leo Stulac: il giovane talento sloveno arriva dal Venezia dopo un girone di ritorno da favola ed è pronto a prendersi la regia della squadra emiliana. Ha chiuso la stagione con 21 presenze, 4 assist e 6 reti, più quella messa a segno nei play-off. È ancora acerbo, e alla sua prima stagione in A potrebbe subire il salto di categoria. Ma già in queste prime uscite estive ha messo in mostra le sue capacità tecniche, con una buona visione di gioco e un destro elegante. Consideratelo come una scommessa a centrocampo da 7°/8° slot da prendere a 3-4 milioni (su 500), perché potreste ritrovarvi in rosa un possibile crack.

Amato Ciciretti è tornato a Parma dopo il prestito di gennaio. Nonostante le poche presenze (solo 8) nella seconda parte di B a causa di alcuni problemi muscolari, è risultato decisivo nella partita più importante della stagione -quella con lo Spezia alla 42°- con un gol e un assist. Già lo abbiamo visto all’opera in A con il Benevento, risultando il giocatore più tecnico degli stregoni. Sarà così anche con il Parma, dove avrà ampi margini di libertà per dare spazio al suo estro, e si alternerà con Stulac nelle punizioni. L’unico dubbio è legato alle sue condizioni fisiche, che tra Benevento e Parma lo hanno tenuto fermo per 15 giornate su 42 totale. In ogni caso, se quotato centrocampista, allora varrà la pena arrivare anche a 15-20 milioni (su 500), considerandolo come un buon 4°/5° slot di centrocampo, mentre nel caso fosse attaccante, allora sarebbe meglio non andare oltre i 6-7 milioni (su 500).

Un altro nome che vogliamo dare è quello di Antonio Di Gaudio, reduce da un’ottima annata in B, in cui ha totalizzato 36 presenze, 5 reti e 5 assist. Lo scorso anno ha giocato sempre da esterno sinistro nel tridente d’attacco, e a volte utilizzato anche come jolly a partita in corso. Anche lui, come Gagliolo, ce lo ricordiamo per l’annata a Carpi, dove ha fatto anche meglio del suo collega, con 29 presenze, 3 gol, 3 assist e una media voto sufficiente.
È anche un giocatore poco incline ai malus, con sole 11 ammonizioni in oltre 150 partite tra A e B.
Se quotato centrocampista potrebbe valere una chiamata vista la sua titolarità e il suo ruolo avanzato: per lui potremmo anche arrivare ai 10-12 milioni (su 500).

Un’ultima annotazione la facciamo su Fabio Ceravolo: al momento è l’unica punta centrale in rosa, vista la squalifica di Calaiò.
Quindi dal mercato potrebbe arrivare anche qualcun altro, ma nel caso in cui non fosse così, o comunque non arrivi un attaccante in grado di impensierire l’ex Benevento, allora potremmo considerare Ceravolo come una quinta scelta in un reparto d’attacco a 6, in modo da avere comunque un sicuro titolare, anche se inesperto in A.
Spesa consigliata: non oltre i 15 milioni.

E voi su chi punterete tra i giocatori del Parma?

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