La nuova proprietà del Milan: certezza o incognita?

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La scorsa estate i tifosi rossoneri speravano in un rilancio con Yonghong Li dopo gli ultimi anni di lunghi digiuni nell’era Berlusconi. Il 10 luglio 2018 qualcosa è cambiato: il Milan ha cambiato ancora proprietario. In realtà, la proprietà cinese ha disatteso le aspettative e la società è passata definitivamente nelle mani del fondo americano Elliott.

Nuova proprietà del Milan: verso una nuova epoca

Il gruppo, guidato dal proprio fondatore Paul Singer, ha stanziato subito 50 milioni nelle casse del club di Via Aldo Rossi per risanarne i conti (più ulteriori finanziamenti per un futuro più stabile). Due giorni dopo, ha convocato immediatamente un CDA straordinario per sollevare dall’incarico lo stesso Yonghong Li e il suo staff: Così è stato nominato presidente del Milan Paolo Scaroni, il quale può vantare una precedente esperienza nel mondo del calcio, essendo stato presidente del Vicenza dal 1997 al 1999.

Ma la rivoluzione del fondo Elliott non si ferma qui: l’idea della nuova proprietà del Milan è quella di riportare in alto il club grazie al supporto di vecchie glorie. Pertanto, nel ribaltone non vengono risparmiati Fassone e Mirabelli. I due vengono sollevati dai rispettivi incarichi per far spazio a Leonardo (non senza poche polemiche per il suo passato da allenatore dei cugini nerazzurri), ufficialmente il 25 luglio, come Responsabile dell’area tecnica e sportiva, nonché del calciomercato. Calciomercato che, fino a quel punto dell’estate milanista, era stato il vero tallone d’Achille con soli tre arrivi a parametro 0 (Reina, Strinic e Halilovic). Per cui il nuovo DT Leonardo si è mosso in modo, a mio parere, straordinario, riuscendo in circa una settimana a portare alla corte di Gattuso un bomber del calibro di Gonzalo Higuain dalla Juventus (accordo di 18 milioni di prestito oneroso con eventuali 36 di diritto di riscatto). Ma non si è fermato qui riuscendo a portare il promettente Caldara con uno scambio secco con lo stesso club bianconero per Bonucci, sostituendolo con una promessa italiana di affidamento. Questa operazione sta risvegliando gli entusiasmi decisamente persi e sopìti dei tifosi rossoneri. Ora possono iniziare a sognare qualcosa in più di un posto in Europa League, salvata per questa stagione grazie ad un deciso ricorso al TAS il 20 luglio.

Ultima novità in ordine di tempo, tra ieri e oggi, è stato ufficializzato il grande ritorno in squadra, dopo 9 anni di assenza, di uno dei capitani storici, ossia Paolo Maldini. Determinante è stato, ancora una volta, l’intervento ed una corte serrata dello stesso Leonardo, compagno di team e grande amico dell’ex-difensore. Maldini occuperà il ruolo di Direttore dello sviluppo strategico dell’area sportiva, facendo da intermediario tra prima squadra, allenatore, presidenza e da consulente per il mercato. Vedremo se in futuro ci saranno ulteriori novità, ma sino ad ora possiamo usare lo slogan ‘dall’inferno al paradiso’, si spera senza ritorno…

Le basi poste sembrano buone e stanno dando dei buoni risultati. E’ stata riaccesa la fiamma della passione ai tifosi. Secondo me, il Milan sta imboccando finalmente la strada giusta: un progetto concreto basato sul rispetto del Fair Play Finanziario e sul comprare quei giocatori necessari a un allenatore riconosciuto; aggiungiamo anche il ridare “il Milan ai milanisti”. Sono persone legate a questi colori e quindi vogliono solo il meglio. Sono dei vincenti e sanno come vincere. Hanno subito portato i fatti. Serve questo per costruire progetti e solidi e l’inizio mi sembra buono e speranzoso per il ritorno del vero Milan.

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