2018: Anno zero del calcio italiano?

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“Eppur si muove”. Mi perdoni Galileo Galilei se strumentalizzo una sua celebre frase per descrivere la situazione attuale del calcio italiano. Insabbiati ormai i piacevoli ricordi degli anni novanta fino ai primi del duemila in cui la nostra Serie A era considerato il campionato più prestigioso al mondo, da tanto,troppo tempo il movimento calcistico italiano è passato in seconda fascia. Qualcosa però sta cambiando, lentamente torniamo a rivedere la luce. Anche perché, diciamocelo pure, fare peggio di così è veramente difficile: non qualificati agli ultimi mondiali di Russia, continui cambi ai vertici della Lega Calcio, sempre più giocatori lasciano la Serie A per cercare gloria in altri campionati … Partendo da tali tristi realtà, dicevamo, si può solo migliorare. Ma quali sono i “fattori” che potrebbero consentirci di tornare nell’élite del calcio mondiale? Ne ho individuati 3 ( Se a voi ne vengono in mente altri scrivetecelo nei commenti), proviamo ad analizzarli:

1-Fattore “CR7”

Torniamo ad ammirare uno dei top player della storia del calcio recente, finalmente. L’arrivo del fenomeno portoghese ci riporta ai fasti di un tempo quando a correre sui campi da calcio del nostro “Bel Paese” erano giocatori del calibro di Van Basten, Zidane, Shevchenko, Ronaldo ecc ecc …  Il 5 volte pallone d’oro fa aumentare d’un colpo l’appeal del nostro intero movimento calcistico, oltre a far crescere gli introiti futuri per la cessione dei diritti televisivi. Nei giorni in cui le aziende spostano la loro sede fuori dall’Italia per vantaggi finanziari, l’azienda CR7, al contrario, sbarca nel nostro paese. I vantaggi sono per tutti, tranne per il campionato: quello,ormai, sembra già assegnato per l’ennesima volta ai bianconeri.

2- Risalire la “china”

Il riferimento qui è verso i cinesi, perdonatemi il gioco di parole. A parte qualche caso rivedibile (vedi il misterioso Yonghong Li nella strana vicenda Milan) , gli imprenditori cinesi ed il mercato asiatico più in generale stanno investendo sempre più nel calcio Italiano. Proprio così, la Cina, una delle potenze economiche su scala globale, investe nel nostro calcio gestendo squadre storiche (vedi l’Inter di Suning) oppure comprando il “brand” Serie A facendo aumentare gli introiti derivanti dal merchandising. Tutti soldi utili per riportare il movimento calcistico italiano dove merita, a patto che tali fondi vengano investiti nel modo giusto.

3-Riforma per i diritti televisivi

Uno degli aspetti che ci ha sfavorito rispetto ad altri campionati europei come la Premier League inglese, sono gli introiti derivanti dalla vendita dei diritti televisivi per le partite da trasmettere. Mentre nel campionato inglese tali introiti consentono a tutte le squadre, anche quelle di medio-bassa classifica, entrate sufficienti per fare investimenti importanti, in Italia la situazione è molto diversa. I soldi sono molto meno rispetto alla Premier e, spesso, sono distribuiti male. Da questa estate però qualcosa è cambiato. I vertici della Lega hanno deciso di cambiare il metodo di assegnazione dei diritti. Non più asta libera tra le compagnie televisive ma suddividendo l’offerta in 3 pacchetti ognuno dei quali contiene una lista ben specifica di partite da trasmettere. Una stesse emittente televisiva non può comprare più di 2 pacchetti,questo per diversificare l’offerta e non dare l’esclusiva. Un passo in avanti, finalmente, è stato fatto a mio avviso. Certo, le lacune da colmare sono ancora tante, ma la strada è quella giusta.

A conclusione di tutto ciò vi chiederete: Può il calcio italiano tornare ai livelli di un tempo? La mia risposta è Si, ma con una, anzi un paio di riserve. I problemi da risolvere restano parecchi (vedi le difficoltà per organizzare i campionati di Serie B o C a causa del fallimento finanziario di squadre storiche come Bari,Cesena,Avellino) e non possono risolversi dall’oggi al domani. L’arrivo di Ronaldo però è una manna dal cielo e potrebbe creare un effetto domino coinvolgendo altri top player (In estate si era parlato tanto di Modric all’inter, affare sfumato per le resistenze di Florentino Perez). Siamo italiani, non possiamo restare fuori dai Mondiali facendoci eliminare dalla Svezia (con tutto il rispetto verso gli svedesi, l’ikea ed i loro mobili da assemblare), non possiamo essere considerati “di seconda fascia” , noi il calcio lo abbiamo dentro un po’ come i brasiliani. Dobbiamo tornare dove meritiamo di stare: lassù, dove il cielo è azzurro e gridare finalmente “L’Italia s’è desta!”

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