Cagliari: analisi delle prime partite in ottica fantacalcio

Cagliari

Ultimo aggiornamento:

Cagliari: analisi delle prime partite di Campionato anche in ottica fantacalcio

Il Cagliari chiude in crescendo il primo capitolo della sua stagione con 4 punti ottenuti in 3 partite, media da salvezza. Prima l’esordio da dimenticare con l’Empoli, poi il pareggio sfortunato in casa contro il Sassuolo e infine la bella vittoria, contro ogni pronostico, a Bergamo.

La sosta darà modo a Maran di limare ulteriormente i difetti del suo Cagliari che, di settimana in settimana, sembra prendere sempre più confidenza con il nuovo diktat tattico, coerente con quanto anticipato all’interno della nostra Guida.

Il mister sembra voler persistere con il 4-3-1-2 al fine di esaltare al meglio la struttura dell’organico rossoblù: il modulo prevede una linea difensiva a quattro con due laterali di spinta, un regista basso a dettare i ritmi di gioco e a garantire copertura in fase di non possesso, due mezzali abili negli inserimenti e un trequartista fisso dietro le punte (una di movimento, l’altra di posizione).

A voler essere precisi si tratta di un 4-3-1-2 a rombo,un modulo classico che in Serie A, oltre al Cagliari, viene impiegato solamente dalla Sampdoria e, tra l’altro, con finalità diverse. Di solito il centrocampo romboidale viene adottato per garantire la superiorità numerica a centrocampo e facilitare il giro palla. La squadra di Maran, al contrario di quella di Giampaolo, non vive il dominio del possesso come un’esigenza vitale preferendo le verticalizzazioni, il gioco di sponda e quello aereo.

Il rombo, per Maran, è più che altro l’arma maggiormente efficace per attaccare e difendere la zona rossa, cioè i corridoi centrali della difesa avversaria o della propria. Lo scopo è quello di evitare le imbucate in fase di non possesso e innescare le punte in quella d’offesa, come si è visto nell’ultima gara contro l’Atalanta.

Le idee calcistiche sono ben chiare, sia col pallone sia senza, e si pongono un unico obiettivo: massimizzare la qualità (non la quantità) delle proprie occasioni da gol e minimizzare quella degli avversari. Attendere gli sfoghi dell’attacco nemico per poi ripartire puntualmente con precisi contropiedi. Senza dimenticare lo studio dei calci piazzati di cui il mister è un grande esperto. Si pensi alla prestazione contro il Sassuolo e alle modalità dei due gol realizzati da Pavoletti.

Nella prima uscita dell’anno, il Cagliari si presenta così a EmpoliCragno tra i pali, Romagna e Ceppitelli (dal 24’ p.t. Pisacane) centrali, affiancati da Lykogiannis e Faragò; Cigarini, Castro, Ionita (dal 28’ s.t. Cerri) in mediana e Barella dietro al tandem Pavoletti – Farias (dall’11’ s.t. Sau).

Contro il Sassuolo qualche cambio: out Ceppitelli e Castro per infortunio, via Lykogiannis e Faragò (pessimi contro l’Empoli). Dentro i nuovi arrivi Srna e Klavan, il talismano Padoin e le bandiere Dessena e Sau. Confermato il 4-3-1-2, deludente al varo: Cragno in porta; linea difensiva composta da Srna, Romagna, Klavan e Padoin; Dessena, Cigarini, (dal 71′ Bradaric) e Barella nel cerchio di centrocampo; Ionita (dall’84’ Faragò) a supporto di Pavoletti e Sau (dal 71′ Farias).

Si denotano netti miglioramenti. A Bergamo confermati i quattro di difesa, rientro del Pata ed esordio nell’undici titolare per Bradaric. Consacrazione del 4-3-1-2 con Cragno in porta; Srna, Romagna, Klavan, Padoin in difesa; Castro (dal 29’ s.t. Faragò), Bradaric e Barella; ancora Ionita (dal 23’ s.t. Dessena) dietro Pavoletti e Sau (dal 33’ s.t. Farias).

Cagliari: gli 11 titolari e i primi cambi

Maran ha tutto ben chiaro e ha fin da subito imposto precise gerarchie d’impiego per responsabilizzare i suoi e mantenere un’impostazione tattica ben definita. Titolari imprescindibili sono uno per reparto: Cragno, Romagna, Barella e Pavoletti. Subito dietro Klavan, Castro, Cigarini e Ionita.

Discorso diverso per i terzini: assisteremo spesso al continuo avvicendamento tra Lykogiannis, Padoin, Faragò e Srna. Il tecnico opterà per gli uni o per gli altri anche a seconda dell’avversario da affrontare.

A centrocampo gli interpreti dovrebbero essere sempre gli stessi, salvo qualche piccolo cambio di posizione: in mediana ci sarà sempre uno tra Cigarini e Bradaric, in alternativa Barella che può fungere da mezzala, trequartista, regista e appunto incontrista. Ai fianchi Castro,mezzala di sinistra, e Faragò sul versante opposto a contendersi la maglia con uno tra Dessena e Ionita. Il rumeno infatti dovrebbe presto lasciare il posto di trequartista al rientrante Joao Pedro, a meno che il Giaguaro non venga avanzato al fianco di Pavoletti.

In attacco, per adesso, è tutto molto semplice: al Pavoloso il compito di buttarla dentro, a uno tra Farias e Sau quello di appoggiarlo il più possibile (sempre che non venga avallata l’ipotesi Joao Pedro, come già accennata). Poco spazio dunque per Cerri che si riduce a vice Pavoletti, con tutti gli svantaggi del caso.

Cagliari: giocatori più o meno consigliati

Premettendo che si tratta di una compagine in lotta per la salvezza, non considereremo il Cagliari un bacino di certezze a cui attingere per rendere la nostra fantasquadra al top: la qualità però non manca e si può pescare qualcosa di buono per puntellarla dove serve.

Partendo dalla difesa, Cragno può diventare il nostro secondo o terzo portiere in considerazione della griglia che lo suggerisce, se accostato a Sorrentino, Consigli o Sepe. Il ragazzo è un gatto e ha dimostrato di saper graffiare anche come para rigori. Non sappiamo quanto reggerà la retroguardia rossoblù, nonostante sia istruita da un difensivista come Maran, ma i buoni voti non gli mancheranno di certo. Intanto il primo clean sheet contro l’Atalanta è già in archivio.

Se siamo poi a caccia di titolari, basta puntare qualche spicciolo per far nostri due fra Romagna, Ceppitelli e Klavan: ci copriamo un reparto sensibile, risparmiamo crediti e investiamo altrove, dove conta. Non sottovalutate il destro di Srna, già a +1 grazie all’assist per l’incornata di Pavoletti contro il Sassuolo. Nota di merito su Faragò: listato difensore, gioca spesso in posizione più avanzata, aspetto da non ignorare.

A centrocampo i nomi su cui puntare sono indubbiamente due: Castro e Barella. Il primo più propenso alla sufficienza, anche piena, il secondo ai bonus (essendo rigorista e addetto ai calci piazzati). Nota di demerito su Barella: in fase di non possesso, paga l’inesperienza e la voglia di mettersi in mostra con recuperi azzardati che spesso lo portano a colpire prima l’avversario, e poi la palla. Risultato? Cartellini a manetta (già a quota due gialli).

In attacco l’uomo che cerchiamo è ovviamente lui, il colpitore di testa per eccellenza, Leonardo Pavoletti. Consideratelo come terzo cannone del vostro tridente o prima/seconda alternativa della vostra coppia d’attacco. Le premesse ci sono tutte per riconfermarsi in doppia cifra, anche in considerazione dell’aumento di piedi buoni alle sue spalle (Bradaric e Castro su tutti) e l’innesto di un abile crossatore come Srna sulla fascia destra.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *