Stangata Douglas Costa, il verdetto del giudice sportivo

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Stangata Douglas Costa, il verdetto del giudice sportivo

Sono quattro le giornate di squalifica attribuite a Douglas Costa. Il verdetto non lascia scampo: una stangata tanto per il brasiliano quanto per tutti i fantallenatori che su di lui hanno puntato pesante in sede d’asta. Nel fantacalcio mantra una delle top W imprescindibili per chi schiera le ali, in quello classic un fuori ruolo di lusso essendo listato tra i centrocampisti. Peserà privarsene per un mese di campionato.

Da subentrante, finora, ha reso meno delle aspettative anche se c’è sempre stata quella costante impressione che qualcosa stesse per succedere ogni qual volta toccasse il pallone  o iniziasse un’azione d’attacco. Una sensazione che solo i più forti fanno provare a chi li ammira in tv e dagli spalti.

Col Sassuolo si è avvertita eccome ma, a differenza del solito, non lasciava presagire nulla di buono. Entrato in campo con il solito piglio da spaccapartita, si era capito fin da subito che con Di Francesco non sarebbe finita a tarallucci e vino.

L’esterno neroverde, messo in difficoltà dalla velocità di dribbling del brasiliano, ha fin da subito cercato lo scontro sia fisico che verbale con l’opposto bianconero. Meglio provare a batterlo sui nervi che sulla corsa. Dal canto suo, Costa ha fatto di tutto pur di non rispondere alle provocazioni: eccezion fatta per una gomitata, un accenno di testata e uno sputo. Ironia a parte, una reazione inqualificabile per un calciatore del suo livello. Ammonizione prima, espulsione diretta poi.

Poco importa sapere cosa si siano detti i due per arrivare ad una tale bassezza di condotta. Che il gestaccio di Costa sia stata la risposta ad un insulto razzista o meno, non farebbe altro che sollevare ulteriori polveroni su una vicenda già imbarazzante di suo.

Il dado è tratto e le giornate di squalifica restano quelle, salvo eventuale rettifica a seguito del ricorso che la Juventus potrebbe presentare. Così come resta la perplessità sul gesto di un giocatore tendenzialmente molto corretto, sia in campo che fuori.

Situazione davvero insolita ma analoga ad episodi del passato, altrettanto spiacevoli, di cui tanti campioni della Serie A si sono resi protagonisti in negativo: da Totti a Samuel, da Rijkaard a Zago, da Mihajlovic a Lavezzi. Macchie indelebili sulle carriere di grandi calciatori ma appunto, della dimensione di uno sputo, e che certamente non hanno compromesso i successi sportivi. Douglas Costa, al pari dei suoi predecessori, ha chiesto scusa ed è ciò che conta al fine di preservare l’immagine di uno sport in cui si è persa la dimensione umana a favore del marketing e che deve tornare a fondarsi su qualità morali ben definite: il rispetto reciproco e il riconoscere i propri errori, pagandone il prezzo e chiedendo scusa, sempre.

Tornando infine al calcio fantagiocato, se i possessori di Douglas Costa si disperano, possono sorridere quelli di Dybala. Impensabile, con il brasiliano fuori dai giochi, rinunciare all’argentino, libero di giocarsi le sue chances con maggiore serenità. Titolare certo nel 4-2-3-1 nel quale agirebbe alle spalle della punta centrale, potrà ritenersi tranquillo anche in caso del tanto temuto 4-3-3, modulo che fin qui lo ha penalizzato. Con l’attacco a tre avrebbe da scavalcare la concorrenza del solo Bernardeschi, in virtù della nuova posizione di Cuadrado, preferito laterale basso come vice Cancelo.

 

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