Analisi delle partite della 7ª giornata di Serie A

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Amici fantallenatori, un altro turno di campionato è alle spalle. Le nostre compagini si tuffano nella settimana di coppe europee ma prima, andiamo a vedere cosa è successo nella 7ª giornata di Serie A.

ROMA – LAZIO 3-1

Derby della Capitale che non ha, come spesso accade, deluso le aspettative; spettacolo sugli spalti, partita accesa, tesa, roboante in campo. Biancocelesti subito aggressivi, Luis Alberto litiga con il pallone in due occasioni, la Roma soffre. Si fa male Pastore, costretto ad uscire. Sembra un monologo laziale, ma i giallorossi ogni volta che partono in contropiede fanno paura. In una delle varie ripartenze fulminanti, la squadra di Di Francesco passa; scontro tra Strakosha ed El Shaarawy, tacco di Pellegrini “alla Bettega” ed esplode l’Olimpico. Al tramonto del primo tempo, la Roma è in vantaggio.

Giallorossi che entrano nel secondo tempo dominando i primi minuti, desiderosi di controllare la partita. Possesso palla e velocità, così l’11 di mister Di Francesco inizia a fare ciò che vuole sul manto verde, con la Lazio mera spettatrice. Ma al 67′, peccando di eccessiva sicurezza, Fazio regala un pallone velenoso ad un attaccante biancoceleste, lanciandolo in campo aperto; non un giocatore qualsiasi, bensì Ciro Immobile. L’attaccante della Nazionale incrocia il destro e non perdona. Tuona la curva Nord, la Lazio ha pareggiato.

Ora gli aquilotti sembrano scatenati, galvanizzati dal gol segnato. Prova ad uscire dal pressing Pellegrini, sempre lui, con Badelj che per ostacolarlo commette un’ingenuità. Punizione dal limite, sul pallone l’ex Kolarov. Tutto, decisamente, troppo facile per il serbo. Bomba impressionante, non può nulla Strakosha, 2-1.

La Lazio è ferita, ma non doma. Si ricompatta, si riorganizza, si butta a testa bassa alla ricerca del pareggio. Ma la difesa romanista è un bunker, persino il sergente Milinkovic Savic ha le polveri bagnate. Ennesima ripartenza, ennesimo cross di Pellegrini (che partita ha fatto questo ragazzo? E pensare che non doveva nemmeno giocarla…), imbucata di Fazio. 3-1, con il ragazzo che si fa perdonare la bravata sul gol laziale. 3-1 Roma, sipario.

E’ la grande legge del derby. La Lazio, favorita alla vigilia dopo le 4 vittorie consecutive, si arrende ai cugini, che arrivavano alla sfida decisamente scombussolati a causa delle dimissioni di Baldini (il libro di Totti sta già mietendo vittime) e per qualche spiffero di troppo negli spogliatoi contro mister Di Francesco. Ma appunto, lo sfavorito nel derby vince, con tanto di gol dell’ex Kolarov. Le leggi non scritte del pallone spesso sono le più veritiere.

JUVENTUS – NAPOLI 3-1

Il big match di giornata, quello che ormai è diventato El clàsico in salsa italica. Vecchia Signora contro i partenopei di mister Ancelotti. Il tecnico di Reggiolo esclude dall’11 iniziale Milik e lancia Dries Mertens accanto a Lorenzo il Magnifico. E la scelta, almeno inizialmente, paga. Lancio scellerato del figliol prodigo Bonucci, controllo di Callejon e passaggio immediato verso il belga. Dries deve solo spingerla dentro. 0-1, i 2000 napoletani accorsi nella capitale sabauda rumoreggiano.

Ma nessuno aveva fatto i conti con sua maestà Cristiano Ronaldo. Forse, quella contro gli azzurri, è stata la sua partita migliore da quando indossa la casacca dei Campioni d’Italia. Il campione portoghese scappa sulla sinistra, umilia Hysaj con finte e controfinte e crossa nel mezzo. Puntuale all’appuntamento, il panzer Mario Mandzukic. Il croato schiaccia di testa e fa 1-1 al minuto numero 26.

Nella ripresa, al minuto numero 49, di nuovo Ronaldo si mette in proprio. Controllo dal limite dell’area, destro secco da fermo. Ospina la smanaccia sul suo palo, ma non può nulla sull’arrivo di Mandzukic. Gol facile facile, doppietta croata. 2-1.

Dieci minuti dopo è notte fonda per il Napoli: doppio giallo, espulso Mario Rui. Proteste vibranti per gli azzurri, ma Banti è irremovibile. Napoli in dieci uomini. Nonostante l’inferiorità numerica i partenopei sfiorano il pareggio con Callejon ma, a dieci minuti dal termine, cala il sipario sul match. Bonucci, esattamente come Fazio nel derby, si fa perdonare per lo svarione sul gol avversario. Su calcio d’angolo, CR7 prolunga di testa per il difensore viterbese, che con una zampata spinge la palla nella rete difesa da Ospina, 3-1.

Buona prova per il Napoli, ma la Juventus, come da ormai 7 anni, è di un altro pianeta e allunga a più 6 punti. Il campionato è già a settembre indirizzato verso Torino?

INTER – CAGLIARI 2-0

A San Siro sfida sulla carta agevole per l’Inter, che però deve far i conti con il turn over pre Champions operato da Spalletti. Fuori Asamoah per Dalbert, non ci sono epic Brozovic e il garra charrua Vecino, fuori per la coppia Gagliardini – Borja Valero. Ma soprattutto, non c’è capitan Maurito Icardi. Centravanti di giornata, l’argentino Lautaro Martinez. El Toro ci mette 12 minuti per segnare la sua prima rete nel nostro campionato. Traversone di Dalbert (un più 1 che in pochi onestamente si aspettavano da lui) incornata imperiosa del numero dieci, 1-0.

Il resto della partita è di chiara marca nerazzurra. Gli uomini di Spalletti controllano la partita senza strafare, con un ottimo possesso palla. Eccezion fatta per Candreva, in ombra, ottima Inter. Il Cagliari fa ben poco per impensierire Handanovic se non con un gol, giustamente annullato, di Dessena per fallo di mano. Al minuto numero 89, la fine dei giochi. Sinistro al volo di Matteo Politano e palla in rete; con un numero balistico di rara bellezza, il ragazzo segna la sua prima rete con la divisa nerazzurra, 2- 0.

L’Inter continua la marcia senza troppi sforzi e si prepara per Eindovhen. Il Cagliari fa un passo indietro rispetto alla prova solida offerta contro la Sampdoria.

BOLOGNA – UDINESE 2-1

Sfida che sa di salvezza nel lunch match di domenica. Felsinei in crescita dopo un inizio orribile ospitano un’Udinese in gran forma. Bianconeri che si affidano all’estro del sudamericano De Paul. Gran partita per l’argentino, che dopo mezz’ora di scorribande nella metà campo bolognese, serve un assist (negato però della Lega) al bacio per Pussetto, che in spaccata mette la palla in rete, 0-1.

Sembra un monologo bianconero ma al minuto numero 42 l’episodio decisivo. Al limite dell’area, Santander riceve palla e praticamente da fermo lascia partire un bolide micidiale che si insacca in rete dopo aver colpito la traversa, 1-1.

Secondo tempo decisamente equilibrato e all’insegna della prudenza. Ci vuole una mossa tattica, che arriva al minuto 82′. Inzaghi toglie uno spento Svanberg e inserisce Orsolini. Al ragazzo bastano una manciata di minuti per innescare un’azione pericolosa, allargare a Mattiello sulla destra, ricevere ancora palla e concludere. Esplode il Dall’Ara, prima gioia in Serie A per Riccardo Orsolini. 2-1.

Il Bologna sembra davvero in netta ripresa, può respirare Pippo Inzaghi. L’Udinese deve arrendersi, e all’orizzonte, sabato prossimo, c’è la capolista Juve …

CHIEVO – TORINO 0-1

Al Bentegodi il Chievo riceve il Toro. Due squadre poco in forma, ma i veronesi se la passano decisamente peggio: in classifica sono inchiodati all’ultimo posto, complice anche il segno meno a fianco dei punti in classifica.

Eppure gli uomini di D’Anna fanno ben poco per impensierire i granata; anzi sono quest’ultimi, in una partita comunque soporifera, a fare la partita.

Il 3-4-2-1 orchestrato da Mazzarri macina gioco sulle fasce e i clivensi non riescono ad affacciarsi nelle tre quarti avversaria. Il match sembra virare verso uno spento 0-0 ma anche qui salva la situazione un neo-entrato: Simone Zaza. Il lucano, al minuto numero 88 (evidentemente è nel suo DNA), riceve palla da Berenguer e con una zampata trova il suo primo gol in maglia granata proprio allo scadere. 0-1

I clivensi non riescono a risalire la china e restano ultimi; il Toro ritrova una pedina fondamentale come Zaza e ora attende il Frosinone.

FIORENTINA – ATALANTA 2-0

Al Franchi va di scena un match interessantissimo, vero e proprio spareggio in chiave Europa League. Sulla carta, viola favoriti.

Eppure fin dalle prime battute si capisce che non è la solita Fiorentina. Il gioco sugli esterni degli uomini di Pioli, fin qui veloce, dinamico,tecnico, sembra impacciato e chiuso. Il Gasp riesce ad imbrigliare gli avversari e con due-tre ripartenze mette paura a Lafont. Zapata e Gomez sembra possano andare a segno da un momento all’altro. Verso il ventesimo minuto della ripresa però, l’episodio contestatissimo. Chiesa parte come un treno sulla fascia, semina il panico, entra in area … e si accascia a terra dopo un (non) scontro con Toloi. L’arbitro indica subito il dischetto, ma si vede palesemente che il buon Federico si lascia platealmente andare. Proteste su proteste, ma tant’è: il Var rimane in silenzio (qualcuno saprà mai dirci perchè?) o comunque Valeri lo ignora (e forse questa ipotesi è ancora più grave). Jordan Veretout dal dischetto fa più tre (o più due, sul gol su rigore ci sono varie scuole di pensiero…) e la Viola è in vantaggio 1-0.

Nei minuti successivi la Dea attacca a testa a bassa con rabbia. Gomez e Hateboer sfiorano il pareggio, ma sparano a salve. Fino a quando, nell’ultimo minuto di recupero, Biraghi su punizione fissa il punteggio finale sul 2-0.

Fiorentina che ritorna ai tre punti, seppur tra le polemiche. Atalanta come sempre sulle montagne russe: la sensazione è che gli uomini di Gasperini debbano ancora trovare la condizione migliore.

FROSINONE – GENOA 1-2

Al Benito Stirpe il Frosinone cerca i primi tre punti della stagione ma il Genoa del talento Piatek è cliente ostico. Se ne accorgono subito i ciociari. Ballardini gioca di rimessa e contropiede e nella prima mezz’ora annichilisce i padroni di casa con il bomber rivelazione di inizio torneo. Il polacco Piatek appunto. Gioia dei fantallenatori, incubo per gli avversari. Prima con un tiro preciso nell’angolino, poi un tap-in su assist di Kouamè. Doppietta, e fanno otto reti in sei partite. Atomico, 0-2.

Sul finire del primo tempo, Spolli commette un’ingenuità non consona alla sua esperienza. Rigore Frosinone, gol di Ciano. 1-2, prima rete in questa stagione per i ciociari. Partita che, di fatto, non regala più emozioni nella ripresa se non con qualche isolato tentativo del Frosinone – troppo poco davvero – e con il doppio palo preso da Kouamè, altro piccolo talento da tenere d’occhio.

Vittoria esterna per il Genoa che naviga per ora in acque tranquille. Buio pesto per il Frosinone: ruolino di marcia da serie cadetta.

PARMA – EMPOLI 1-0

Sfida salvezza al Tardini dove i crociati, reduci dal k.o. di Napoli, attendono un Empoli galvanizzato dal pareggio contro il Milan.

Primo tempo di marca toscana. L’11 di Andreazzoli come sempre regala calcio spettacolo ma non capitalizza. L’emblema della situazione è Zajc. Il centrocampista sloveno è probabilmente il giocatore più sfortunato del nostro campionato: arrivato ormai a 7-8 legni e ancora nessun gol. Dopo mezz’ora si sveglia però Gervinho. L’ivoriano in versione Weah o se preferite Speedy Gonzales/ Beep beep mette il turbo, si incunea nella difesa ospite e trafigge Terracciano, 1-0.

L’Empoli prova a riordinare le idee nel secondo tempo ma ottiene solo l’ennesimo legno, stavolta su tacco superbo ma sfortunato di Caputo. Sepe, a parte un buon intervento su Bennacer, non corre gran rischi e il Parma palleggia giocando con il cronometro.

Finisce 1-0. Gli uomini di D’aversa possono davvero esultare: la loro posizione in classifica è rosea e inaspettata. Cade l’Empoli di Andreazzoli che deve invertire la rotta al più presto: il bel gioco è una grande arma, ma è inutile se non porta alla vittoria. Per informazioni, chiedere di mister Sarri …

SASSUOLO – MILAN 1-4

Posticipo d’alta quota, al Mapei Stadium arriva il Milan. Rossoneri che vogliono riprendere la marcia dopo due segni X con Atalanta ed Empoli. Ma non è una passeggiata affrontare il Sassuolo di questi tempi: i neroverdi sono terzi in classifica.

Subito gli uomini di De Zerbi provano a controllare il match, forti di un gioco delizioso, molto tecnico. Il 4-3-3 emiliano copre benissimo tutto il manto verde, il Milan si chiude a riccio e soffre. Eppure, pur senza brillare, la squadra meneghina passa in vantaggio. Ripartenza veloce orchestrata da Kessiè, 4 contro 4 (difesa emiliana forse colta di sorpresa e disorganizzata). L’ivoriano tergiversa, finge con il corpo di servire gli esterni e poi esplode un sinistro freddo e preciso in diagonale. Consigli è battuto, 0-1.

E’ tutto un altro Milan quello che scende in campo nella seconda frazione. Finalmente veloce, preciso, sicuro dei propri mezzi. Lo dimostra lo spagnolo Suso al minuto numero 50. Giocata classica dell’ala rossonera. Controlla sulla fascia, sterza, si sposta sull’interno, sinistro a giro. Rete meravigliosa, 0-2.

E’ monologo rossonero, anche Castillejo si iscrive alla festa dieci minuti dopo; il numero 7 controlla il pallone dal limite ed esplode un bolide sul secondo palo. Consigli superato di nuovo, 0-3.

Con un colpo da biliardo dopo un’azione macchinosa, il neo entrato Djuricic prova a riaprire il match, ma si vede subito che è solo un contentino per i neroverdi. Gli uomini di Gattuso non si fermano, premono e nel recupero, dopo un batti e ribatti su punizione, Suso trova la doppietta personale. Milan roboante ed autoritario (finalmente!) e 1-4.

Sassuolo che frena bruscamente ma che può comunque rimanere ottimista: resta nelle zone nobili della classifica. Rossoneri che tornano ai tre punti; Gattuso avrà scacciato definitivamente il fantasma di Antonio Conte?

SAMPDORIA – SPAL 2-1

Al Ferraris, gli uomini di Giampaolo vogliono tornare alla vittoria ma sulla propria strada incontrano la Spal: gli Estensi vengono da due stop consecutivi e vogliono essere corsari a Genova.

Dopo venti minuti di assoluto equilibrio, gli ospiti trovano la giocata. Progressione del motorino Lazzari sulla destra, che taglia in diagonale. Audero respinge in maniera incerta sui piedi di un certo Paloschi, uno che a Milano era considerato l’erede di Pippo Inzaghi in quanto a tap in. E ovviamente, da così vicino non si può sbagliare. 0-1.

Reazione della Samp rabbiosa, bastano tre minuti e i blucerchiati riacciuffano il match. Andersen lancia sulla destra Defrel, il francese controlla e sterza. Cross morbido per Quagliarella, che appoggia in maniera morbida di testa per l’accorrente Linetty: coordinazione, tiro al volo, Gomis battuto. Il polacco fa 1-1.

Partita frizzante e a tratti molto divertente. Equilibrata, ma la Spal non annovera tra le sue fila un campione come Fabio Quagliarella, travestito per l’occasione in perfetto assist man. Minuto numero 61: tiro del numero 27, respinta di Gomis. Sulla respinta il Quaglia vede l’accorrente e libero Defrel, basta appoggiare verso di lui: l’ex Roma con il sinistro fa 2-1.

La Spal, a parte con due tiri di Petagna respinti dal muro blucerchiato, non riesce più a rendersi pericolosa. Torna alla vittoria la Samp, buon ruolino di marcia tra le mura amiche. Terza sconfitta di fila per gli uomini di mister Semplici: è già un campanello d’allarme?

Riposatevi cari fantallenatori; dopo la settimana europea, ci aspetta l’ottavo turno di campionato!

 

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