Luis Alberto, inizio difficile. Cosa gli sta succedendo?

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Luis Alberto sembra essere lontano anni luce dai fasti della scorsa stagione i cui numeri (11 gol e 14 assist, più di tutti in Serie A) lo hanno consacrato come top indiscusso del fantacalcio. Un percorso di crescita, avvincente come pochi se consideriamo che a 25 anni, con una carriera da nomade e che stentava a decollare, era reduce da un 2016 con solo 9 presenze (senza mai lasciare il segno). Ad agosto 2017 l’exploit, a partire dalla finale di Supercoppa contro la Juventus: improvvisamente Luis, da giocatore ai margini della rosa, viene promosso a titolare inamovibile della Lazio, diventando poi il miglior rifinitore della Serie A, di certo non solo dal punto di vista statistico. E pensare che per lui era stato deciso il ruolo di vice Biglia, salvo poi essere fortunatamente salvato dall’arrivo di Leiva e dallo scarso impegno di Felipe Anderson. A Inzaghi va il merito di averlo rischiato trequartista, suo ruolo naturale, valorizzandone le capacità di verticalizzazione e di gestione dei tempi di gioco.

Il resto è storia: con Immobile e Milinkovic Savic forma un trio di qualità assoluta, capace di combinare alla perfezione fiuto del gol, tecnica e visione di gioco. 52 gol e 26 assist, il bottino complessivo, per gli artefici del miglior attacco della scorsa stagione.

Il tutto lasciava presagire a un prosieguo abbastanza scontato della fabbrica del gol biancoceleste (non per niente Luis Alberto è risultato tra i calciatori più pagati all’asta), eppure, dopo le prime 8 giornate, le statistiche promuovono il solo Immobile, bocciando Savic e in particolare lo spagnolo. Al di là della rete decisiva realizzata contro il Frosinone alla terza giornata, Luis Alberto non ha mai inciso e comincia a destare non poche preoccupazioni tra i tanti fantallenatori: un solo gol e ben 4 insufficienze in 6 presenze vogliono dire crisi.

Cosa stia succedendo al numero 10 laziale è di fatto un mistero ma possiamo intuirlo analizzando la vicenda in tutti i suoi elementi.

  1. A livello tattico, Luis Alberto è stato probabilmente penalizzato dall’arrivo in estate di Correa, scelto proprio come prima alternativa allo spagnolo e che inevitabilmente ha alimentato la concorrenza. Non è da escludere quindi che la competitività stia danneggiando il numero 10, non abituato a giocarsi il posto da titolare, essendo fino a ieri l’unico interprete nel suo ruolo (anche con Felipe Anderson, spesso e volentieri, preferito esterno).
  2. A livello psicologico, non è un segreto che Luis Alberto abbia sofferto tanto nel periodo di ambientamento nella Lazio, entrando in una spirale depressiva che lo portò sul punto di lasciare il calcio, non sentendosi nuovamente parte del progetto sportivo come già successo a Liverpool, Malaga e La Coruna. Con Correa è tornato a concretizzarsi l’incubo panchina e sappiamo quanto l’aspetto mentale vada a incidere, tanto quanto quello atletico, nello stato di forma di un atleta.
  3. A livello fisico non è in condizioni ottimali: c’è chi vocifera su una possibile pubalgia. Per adesso la società si limita ad additare una mini lesione ai muscoli adduttori come unico problema esistente, tra l’altro in via di guarigione. Di fatto, il nome del giocatore spagnolo non è presente nella lista infortunati.
  4. A livello societario fanno discutere le recentissime dichiarazioni di Tare e Lotito. Per il ds laziale il momento no “…è una questione di testa, ha bisogno di sentirsi intoccabile, ma in un club ambizioso come la Lazio non è possibile sbagliare tante gare di fila e restare titolare. Le gerarchie le decide il campo, vige la meritocrazia. E così, dopo due gare sbagliate, alla terza esci al 55′ e la quarta stai in panchina. Deve riconquistare il posto e tornare a fare la differenza. Lui è un giocatore da Real Madrid, ha già mostrato le sue qualità: ora deve fare il salto di qualità. Ha bisogno di migliorare la condizione fisica e di lavorare sull’autostima”. Il presidente Lotito è ancora più diretto sul tema rinnovo. Lo spagnolo sperava di ricevere lo stesso trattamento di Milinkovic e Immobile (adeguamento contrattuale e rinnovo firmato) ma per ora dovrà aspettare: “Vi siete fatti fregare all’ultimo contro l’Inter e ora venite a chiedere?”. Non certamente una dichiarazione d’amore.
  5. A livello di calciomercato, il Siviglia è alla finestra e l’offerta da 35 milioni è sempre valida. Se Correa dovesse bruciare i tempi (cosa che sta facendo), non è da escludere l’addio a gennaio. E Lotito, come già successo per Felipe Anderson, difficilmente rinuncia a certe cifre.

Insomma il presente di Luis Alberto si agita in acque torbide, il futuro appare incerto e domenica c’è la sfida col Parma che potrebbe togliere, o confermare, i dubbi sul destino del trequartista più pagato d’Italia.

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