Prandelli al Genoa, il “punto” sulla prima.

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Era da giugno 2010 che Cesare Prandelli non sedeva su una panchina italiana. Ci sono voluti otto anni per rivederlo a bordo campo grazie all’ennesimo cambio-allenatore di Enrico Preziosi: fuori Ivan Juric, dentro il mister italiano. Alla prima contro la Spal è arrivato un buon punto, strappato con carattere e in inferiorità numerica. In un Genoa sempre più ballerino, l’ex ct azzurro ha tenuto il passo e sembra avere tutta l’intenzione di far sì che il terzo giro di valzer in panchina, sia anche l’ultimo.

Eppure la partita si era messa davvero male, lasciando presagire il più amaro degli esordi: passano solo dieci minuti e Criscito si fa espellere (con polemica) a causa di un’entrata avventata su Schiattarella. Le disgrazie non vengono mai sole e puntualmente arriva il gol del vantaggio spallino con Petagna che, di testa, insacca in porta da pochi passi. 

Al doppio svantaggio di uomo e di punteggio, Prandelli non si scompone, anzi: Piatek e Kouamè restano in campo e la squadra si ridisegna su di loro. Si soffre e si lotta su ogni contrasto, al 35′ l’episodio chiave: Fares abbatte in area Romero e il Var decreta il rigore. Piatek non sbaglia e sigla l’undicesimo centro in campionato. 

Il secondo tempo è una giostra di occasioni ma il risultato non cambia. La Spal spreca almeno tre nitide palle gol mentre Piatek e Kouamè non riescono nel colpaccio, fermati sul più bello da un sempre attento Gomis.

Se il cahier de doléances (quaderno delle lamentele) del Genoa nei confronti degli arbitri si accresce di nuovi capitoli, a Prandelli va riconosciuto il merito di aver gestito al meglio una situazione davvero complicata. La vittoria manca da due mesi ma i presupposti per invertire il trend ci sono. Eccome.

Il nuovo Genoa di Prandelli.

La partita di ieri ha sicuramente fornito qualche indizio sulla nuova politica di Prandelli, seppur sia stata condizionata da un’espulsione a sfavore e da assenze pesanti. Il nuovo tecnico dovrà pian piano costruire la propria filosofia di gioco ma, da quanto visto ieri, alcuni accorgimenti tattici appaiono chiari:

  • Lanci lunghi: una costante della partita sono stati sicuramente i suggerimenti in profondità per le punte che hanno portato Piatek e Kouamè a tu per tu con Gomis in almeno due occasioni. Una soluzione tutto sommato congeniale se pensiamo che il Genoa non vanti grandi palleggiatori in mezzo al campo nonostante il gioco di Juric, spesso infruttuoso, fosse incentrato sugli stretti tra le linee. Il gioco verticale di Prandelli ha invece valorizzato la fisicità di Piatek e la corsa di Kouamè con discreti risultati.
  • Difesa a quattro: Prandelli ha fatto fortuna in Italia principalmente con due moduli: 4-2-3-1 e il 4-3-1-2. Contro la Spal ha saggiamente deciso di non stravolgere l’assetto tattico dei rossoblu, confermando il 3-5-2 dei suoi predecessori. Fino all’espulsione di Criscito: il passaggio alla difesa a quattro è stato evidente, puntando ad un maggior equilibrio in fase di contenimento. Non è affatto da escludere che il diktat tattico cambi già dalla prossima gara contro la Roma e che possa consolidarsi nel futuro prossimo. Tra l’altro il mercato di gennaio è ormai alle porte.
  • Piatek: Prandelli punta forte sull’attaccante polacco e il non averlo sacrificato per ovviare all’espulsione di Criscito, la dice lunga su quanto l’attuale capocannoniere delle Serie A sia al centro dell’attenzione del nuovo tecnico. Una percezione che con Juric si era un po’ persa.
  • Bessa e Romulo: due assenze pesanti, causa squalifica, che hanno costretto il centrocampo genoano agli straordinari. Entrambi dovrebbero essere rilanciati nel prossimo turno dal primo minuto. In caso di passaggio a centrocampo a tre (con trequartista aggiunto), sarà interessante scoprire i nuovi posizionamenti a cui saranno destinati non solo i due italo-brasiliani ma anche Hiljemark, Sandro e Lazovic.
  •  Gunter: il difensore tedesco è stato lanciato nella mischia dal principio del secondo tempo. Prandelli lo conosce bene avendolo già allenato ai tempi del Galatasaray. “Ha qualità importanti, Preziosi ha fatto un grande acquisto in prospettiva e sono certo che ha fatto dei progressi”, dichiarava a settembre sul diretto interessato. Le possibilità di una promozione a titolare al centro della difesa sono più che concrete. Al pari del giovanissimo Romero, sempre più convincente e affidabile.
  • Rolòn: arrivato in estate come oggetto misterioso, non ha mai trovato spazio in campionato fino a ieri quando è stato impiegato per quasi mezz’ora, senza sfigurare. Che sia lui uno dei volti nuovi dell’era Prandelli?

Domenica prossima il Grifone volerà a Roma per affrontare una squadra in crisi e in ritiro dopo il pareggio di Cagliari. Orecchie tese dunque alla prossima conferenza stampa del neo tecnico rossoblu che potrebbe annunciare importanti cambiamenti sia sul piano tattico sia su quello delle titolarità.

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