Fantacalcio: storia di un gioco tutto italiano

Fantacalcio

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Italia, popolo di santi, navigatori, poeti e … fantamanager! Oltre alla pizza, al mandolino e agli spaghetti, un altro elemento ci distingue e caratterizza rispetto agli altri paesi europei: il fantacalcio, appunto. Perché a noi, figli di Pitagora, Machiavelli e Dario Fo, non bastava seguire il calcio in tv una o due volte la settimana, no, da malati cronici di questo sport ci siamo inventati e appassionati a questo gioco sempre più fino a farlo diventare parte delle nostre vite. Quante relazioni finite, quante birre pagate e quante delusioni prese per colpa di un gol subito, un rigore sbagliato da un nostro giocatore o una cocente sconfitta subita per mezzo punto. E poi, a proposito di punti, c’è quel numero che è un po’ l’incubo di tutti noi, il numero che solo a nominarlo mette ansia e paura: 65,5. Ma quando è nata questa nostra malatt… ehm quando è nata questa nostra passione per questo gioco? Da chi e quando è stato inventato? Addentriamoci nei meandri del fantacalcio.

Origini del fantacalcio in Italia

Chi dobbiamo ringraziare o maledire, a seconda dei punti di vista, per aver inventato questo gioco, è Riccardo Albini, giornalista e imprenditore italiano, ovviamente. Albini ebbe l’intuizione guardando un gioco che gli americani avevano inventato sul baseball, il “Fantasy Baseball”. Da lì, passò poco prima che il gioco venisse importato in Italia: precisamente nel 1988 si ebbe la prima “lega” fantacalcistica italiana tra Albini e suoi soci. Nel 1990 il fantacalcio raggiunse i media e gli italiani grazie al libro “Serie A-fantacalcio” pubblicato dallo stesso Albini. Ma è nel 1994 che il nuovo passatempo sul calcio raggiunse la popolarità grazie alla collaborazione con la Gazzetta dello Sport. La “rosea” creò la prima lega nazionale sul fantacalcio accogliendo, all’esordio, ben 70.000 iscritti. Il treno fantacalcio era ormai entrato sui binari giusti pronto a iniziare la sua inarrestabile corsa.

Il fantacalcio in Europa

Non solo Italia, dunque. Il fantacalcio ha trovato spazio anche in altri paesi europei. In particolare i cugini inglesi sembrano particolarmente attratti dal gioco di casa nostra anche se adottano regole molte diverse. Ad esempio, la fantarosa deve essere composta da soli 15 giocatori: 2 portieri, 5 difensori, 5 centrocampisti e 3 attaccanti. Sono consentite tutte le formazioni purché ci siano almeno 3 difensori e 1 attaccante. Sono diversi anche i bonus adottati: +1 per ogni giocatore che disputa almeno 1 minuto di gioco, +6 per i gol dei portieri o dei difensori, +5 per i gol dei centrocampisti, + 4 per i gol degli attaccanti mentre gli assist valgono un bel +3. Non solo Inghilterra ma anche Svizzera, dove i nostri vicini di casa si divertono a comprare i giocatori della Super League svizzera. Qui la rosa è composta da 23 giocatori, i gol valgono un bel +10, gli assist un +5 mentre in caso di tripletta viene assegnato un clamoroso +20. In Spagna, invece, il fantacalcio viene chiamato “Comunio”, in quanto ogni comunità del paese adotta regole e modalità diverse. La particolarità sta nel fatto che, al contrario degli altri paesi, l’asta non è prevista. I giocatori vengono sorteggiati ed assegnati ad ogni squadra da un computer che, sulla base di complessi calcoli statistici, provvede a creare rose quanto più equilibrate possibili. Le rose sono composte da 2 portieri, 4 difensori, 6 centrocampisti e 3 attaccanti. In paesi come Germania e Francia, invece, il fantacalcio non sembra essere particolarmente diffuso.

Il fantacalcio visto dai calciatori

Il nostro livello di coinvolgimento in questo gioco è talmente evidente che, come dei veri e propri stalker, inondiamo di messaggi e suppliche i nostri fantagiocatori sui vari social. “Ti prego segna domenica“, “Ma stasera giochi?“, “Riesci a prendere almeno un 6,5?“, chi non ha mai scritto almeno una di queste frasi a un giocatore appena comprato o schierato nella nostra fantaformazione? Ammettiamolo pure, a volte siamo esagerati e pressanti come il miglior Chiellini. Ma come reagiscono i protagonisti del fantacalcio, delle nostre speranze e della gloria delle nostre squadre ovvero i calciatori? Qual è il loro rapporto con questo gioco? C’è chi la prende decisamente male come Joao Cancelo il quale dichiara apertamente che del fantacalcio non gli interessa nulla criticando chi gli suggeriva di cercare i bonus con maggiore continuità. “In Italia sono decisamente pazzi, pensano tutti al fantacalcio“, parole e musica di Silvan Widmer, come dargli torto. C’è chi, come Josip Ilicic, ha addirittura eliminato i propri profili social per evitare le numerose richieste dei fantamanager ogni settimana. Ci sono anche, e purtroppo, gesti da condannare come le minacce di morte recapitate a Biraghi, terzino della Fiorentina. Scene che non vorremmo mai raccontare. Ci sono poi giocatori come Immobile o Cutrone che, in diverse interviste, hanno dichiarato di essere degli appassionati del gioco. Insomma, il rapporto tra il fantacalcio e i calciatori è un po’ come il nostro verso questo gioco: amore e odio.

Insomma, il fantacalcio, nel bene o nel male, è variabile ormai costante delle nostre vite. La nostra storia, di pagina creata da appassionati di questo gioco tanto quanto te che stai leggendo, ne è la conferma. Grazie perché ogni singolo giorno con le vostre domande ci fate appassionare sempre di più a questo meraviglioso gioco. Grazie perché, quando vi consigliamo chi schierare, ci sentiamo orgogliosi di essere i vostri “allenatori in seconda”. Grazie infine di renderci partecipi delle vostre fanta esperienze. Perché, che si vinca o che si perda, che si esulti o ci si disperi, il fantacalcio altro non è che un veicolo diretto verso la cosa più bella che esista: l’amicizia (virtuale e non). Buon fantacalcio a tutti!

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