C’era una volta il Milan…

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“Fischio finale dell’arbitro, il Milan pareggia 0 a 0 a Roma e si laurea campione d’Italia per la 18esima volta nella sua storia! Che inizino i festeggiamenti…”

Mi sveglio sudato, sono le 4 di notte e ho rifatto quel maledetto sogno che mi perseguita da 9 lunghi anni. E già, perchè il passato è, in questo momento, l’unico placebo ad ogni male per ogni milanista. Un passato che pesa come un macigno, che rende ridicolo ogni paragone con la realtà attuale.

Il Milan è, ad oggi, una squadra “in pensione” schiacciata dal suo ingombrante trascorso storico pieno di successi e trionfi in giro per il mondo. Oggi, invece, è ridimensionata clamorosamente sui livelli di una provinciale qualsiasi. Negli ultimi anni da Milanello sono passati tanti, forse troppi, allenatori e diverse proprietà. Ma i risultati sportivi, al contrario, non hanno mai varcato la soglia del centro sportivo rossonero. Un declino che, probabilmente, ha raggiunto il suo punto massimo in questi giorni. Ma partiamo con ordine.

Luglio 2019, la neo dirigenza rossonera formata da Maldini – Boban – Massara, sceglie Marco Giampaolo come nuova guida tecnica a cui affidare il diavolo per la stagione 2019\2020. Il precampionato inizia nel migliore dei modi: si intravede un buon gioco di squadra e movimenti in campo riusciti alla perfezione. Il primo campanello d’allarme suona alla prima amichevole “italiana” contro il Cesena. Nonostante l’evidente scarto tecnico tra le due squadre, gli emiliani mettono in serie difficoltà i rossoneri sul piano del gioco e dell’intensità. Ma si sa, “calcio d’Agosto non ti conosco”. E così si arriva alla prima giornata di campionato tra Udinese e Milan. Stesso colore di maglia, stesso risultato: Milan messo sotto e partita persa con merito. Il resto è storia, in 7 partite di campionato Giampaolo ha raccolto appena 3 vittorie (tutte ottenute in modo poco convincente) e 4 sconfitte (con merito).

Zero gioco, zero idee, tanta confusione e formazione non sempre azzeccata: ecco le peculiarità di Giampaolo. L’ex tecnico della Samp ha dimostrato semplicemente di essere la persona sbagliata al posto sbagliato. Ad un certo punto, faceva anche tenerezza. I momenti confusionari in cui affrontava le interviste asciugandosi i sudori con il suo fazzoletto resteranno per sempre nei nostri cuori. Ma di chi sono le colpe allora? Risposta secca: Maldini – Boban – Massara.

Sia chiaro, massima stima per Maldini e Boban, grandi bandiere rossonere e giocatori di altissimo livello, ma da dirigenti lasciano a desiderare. Scegliere Giampaolo senza mettergli a disposizione una rosa modellata sul suo modo di giocare è un errore imperdonabile e che a certi livelli non puoi permetterti. A ciò, aggiungerei anche una comunicazione pressoche scarna e priva di reali contenuti. Se fai il dirigente del Milan, quantomeno devi avere la caratura di metterci la faccia quando le cose vanno male e assumerti le colpe delle tue azioni. Aggiungo un dato interessante: la dirigenza rossonera, ad oggi, è una delle più pagate d’Europa. Ma i risultati dove sono?

Al male non c’è mai fine ed ecco che, dopo l’inevitabile esonero di Giampaolo, arriva nientepopodimeno che Stefano Pioli. L’inesorabile Stafano Pioli. Sia chiaro, non ho nulla di personale contro di lui eh, anzi da tifoso milanista gli auguro il meglio. Semplicemente non riesco a spiegarmi come sia possibile esonerare un allenatore considerato “da media classifica” con Pioli. In cosa siamo migliorati? Cosa può dare Pioli in più rispetto al suo precedessore? Quali grandi risultati ha ottenuto in carriera oltre ad essere probabilmente l’allenatore più esonerato d’Italia? Non riesco a farmene una ragione.

Spalletti, pur non essendo un vincente di natura, ha almeno quell’esperienza internazionale necessaria per avviare un processo di risalita della squadra. Non sarebbe stato meglio insistere sulla trattativa piuttosto che mollare subito la presa e virare su Padre Pio(Li)? Ai posteri l’ardua sentenza.

Ciò che ci serve, in questo periodo storico, è semplicemente un allenatore di livello che abbia esperienze a certe altitudini. Siamo stufi di “mezzi” allenatori in rampa di lancio (verso l’esonero) oppure di vecchie bandiere richiamate per saziare quella fame di nostalgia del passato. L’allenatore su cui avrei maggiormente insistito in estate, è sicuramente Antonio Conte. L’unico in grado di determinare la sorti di una squadra indipendentemente dall’organico che ha a disposizione. Nel bene o nel male, lui riesce a spremere i suoi giocatori al massimo.

In conclusione, sono abbastanza scettico sul bagaglio tecnico che Pioli potrà dare al Milan. Non credo si possano inseguire traguardi notevoli sotto la sua guida. Ovviamente, da sfegatato tifoso rossonero, spero di sbagliarmi. Nel frattempo, spero che Giampaolo abbia lasciato qualche fazzoletto al suo successore… Ci sarà da sudare!

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